La trama, di matrice tragicomica, è la seguente:
“Un imprenditore della Brianza Torquato Boatti, per realizzare l’affare immobiliare della sua vita, ha bisogno della firma del fratello Marco (musicista) cointestatario, con il quale non corre buon sangue. Torquato cercando suo fratello scopre che si trova in Aspromonte con la sua band per un tour musicale e lo raggiunge. I due si incontrano e litigano, dopodiché Torquato cerca di rivedere il fratello ma sembra che sia scomparso. A questo punto, dopo una minaccia trovata nella stanza dell’albergo, Boatti si convince che suo fratello sia stato rapito. Parte così con una jeep ed una guida del “Corpo Forestale dello Stato” percorrendo in lungo ed in largo l’Aspromonte, dove si scontra- con effetti estranianti e comici- con una realtà complessa e per lui incomprensibile. Impatta con un mondo insospettato,una natura incantata, antichi mestieri e lingue (come quelle grecanica) che alla fine lo porteranno a condividere la scelta del fratello “misteriosamente (e felicemente) scomparso”.

Il film gioca sull’equivoco iniziale del rapimento e sui pregiudizi del Nord nei confronti del Sud ed in particolare rispetto all’Aspromonte, ancora oggi ricordata come la montagna dei “sequestri di persona”, anche se sono finiti da vent’anni.
L’Aspromonte, con tutte le sue contraddizioni, i suoi misteri e la sua magia, appare come un grande libro dentro il quale leggere la storia di Boatti e di suo fratello. Soprattutto in questo momento di crisi, non solo economica,l’Aspromonte ritorna ad essere quello che è stato per molti secoli: l’incanto e la fascinazione per la sua bellezza, unica e straordinaria, il luogo che ha ospitato i monaci bizantini, gli eremiti,che in tempi di guerre e di crisi di civiltà trovavano la pace e cercavano la buona vita tra queste montagne. Come alla fine di questo film il siur Boatti, tipico rappresentante dell’imprenditore stressato e divorato dai ritmi del mercato, ritrova se stesso ed un più equilibrato rapporto con la vita ed il lavoro, a partire da un’ esperienza che gli ha fatto scoprire il respiro profondo della Madre Terra.

Il soggetto del film è del Prof. Tonino Perna, che sull’Aspromonte aveva già scritto un saggio edito da Bollati Boringhieri (Torino, 2002) , che ha vinto nel 2003 e 2004 due premi nazionali per la sezione “Ambiente” (“Carlo Bo” Università di Urbino e “premio Gambrinus” Regione Veneto).